I PDTA, conosciuti anche come percorsi critici, percorsi assistenziali, percorsi di assistenza integrata, piani di gestione dei casi, percorsi clinici o mappe di assistenza, sono utilizzati per pianificare e seguire in modo sistematico un programma di assistenza centrato sul paziente.
I PDTA sono utilizzati in tutto il mondo [1-3]. Nonostante il largo impiego, esistono ancora molte incertezze:

  • In primo luogo, la terminologia e il modo in cui sono definiti e sviluppati non sono chiari [4-8].
  • In secondo luogo, il loro impatto non è chiaro. Diverse analisi sugli effetti dei PDTA [4;10-21] descrivono una grande varietà di esiti.

De Luc et al [6] hanno notato 17 sostantivi diversi che descrivono questo concetto. In letteratura, i termini utilizzati con maggior frequenza sono clinical pathway, critical pathway, integrated care pathway e care map [4;5].

La National Library of Medicine ha introdotto il termine “critical pathway” nel 1996. Quindici termini diversi sono utilizzati nel database medico a questa voce. Al momento, la National Library utilizza la definizione riportata nel Mosby’s Medical Nursing & Allied Health Dictionary, 4th Edition: “Schedules of medical and nursing procedures, including diagnostic tests, medications, and consultations designed to effect an efficient, coordinated program of treatment” [9]. Una recente analisi della letteratura [5] ha identificato 84 diverse definizioni in una ricerca di Medline tra il 2000 e il 2003.

Sulla base di un consensus meeting internazionale tenutosi in Slovenia (Dicembre 2005), la definizione di PDTA accettata dall’E-P-A è la seguente: I PDTA sono una metodologia mirata alla condivisione dei processi decisionali e dell’organizzazione dell’assistenza per un gruppo specifico di pazienti durante un periodo di tempo ben definito. Le caratteristiche fondanti dei PDTA includono:

  1. Una chiara esplicitazione degli obiettivi e degli elementi chiave dell’assistenza basata su evidenze scientifiche, best practice e aspettative dei pazienti;
  2. La facilitazione della comunicazione, del coordinamento dei ruoli, e dell’attuazione consequenziale delle attività dei team multidisciplinari di assistenza, dei pazienti e delle loro famiglie;
  3. La documentazione, il monitoraggio e la valutazione delle varianze e degli outcome;
  4. L’identificazione delle risorse appropriate.

L’obiettivo di un PDTA è incrementare la qualità dell’assistenza migliorando gli outcome paziente, promuovendo la sicurezza dei pazienti, aumentando la soddisfazione dell’utenza ed ottimizzando l’uso delle risorse.

Sulla base di dibattiti internazionali, delle E-P-A Summer School, e visti i risultati del Dottorato di Ricerca di Kris Vanhaecht, è stata suggerita e adottata una nuova definizione:

 

Definizione dei percorsi di assistenza secondo l’E-P-A
Un PDTA è un intervento complesso mirato alla condivisione dei processi decisionali e dell’organizzazione dell’assistenza per un gruppo specifico di pazienti durante un periodo di tempo ben definito.

Le caratteristiche fondanti i PDTA includono:

  1. Una chiara esplicitazione degli obiettivi e degli elementi chiave dell’assistenza basata su evidenze scientifiche, best practice, aspettative dei pazienti e loro caratteristiche;
  2. La facilitazione delle comunicazioni tra i membri del team e i pazienti e le loro famiglie;
  3. Il coordinamento del processo di assistenza tramite il coordinamento dei ruoli, e l’attuazione consequenziale delle attività dei team multidisciplinari di assistenza, dei pazienti e delle loro famiglie;
  4. La documentazione, il monitoraggio e la valutazione delle varianze e degli outcome;
  5. L’identificazione delle risorse appropriate.

L’obiettivo di un PDTA è incrementare la qualità dell’assistenza attraverso il continuum, migliorando gli outcome paziente “risk-adjusted”, promuovendo la sicurezza dei pazienti, aumentando la soddisfazione dell’utenza ed ottimizzando l’uso delle risorse.